Traduzione letteraria e traduzione tecnica: due professionalità separate?

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I due settori della traduzione letteraria e della traduzione tecnica vengono considerati spesso come nettamente distinti tra loro. Tuttavia ci sono molte ragioni che dovrebbero spingere un traduttore professionista a operare in entrambi i settori con vantaggi per tutte e due le specializzazioni.

Non bisogna perdere di vista l’importanza, per coloro che scelgono la traduzione letteraria, di imparare a documentarsi a fondo su argomenti tecnicispecifici e di saperli tradurre.  Le case editrici, altrimenti, dovranno sempre ricorrere a revisori esperti di determinate materie.

Al tempo stesso, però, ci sono valide ragioni per le quali anche un traduttore tecnico dovrebbe svolgere, quando possibile, il ruolo di traduttore letterario. Questo per non perdere di vista l’importanza dell’eleganza nella scrittura e la capacità di alleggerire i periodi più pesanti.
In questo modo, il traduttore renderà più leggibili anche le traduzioni tecniche, spesso pesanti e per questo meno comprensibili.

Altre correlazioni tra queste due attività sono evidenti se si pensa al tema della visibilità del traduttore. Nel campo della traduzione tecnica il più grande riconoscimento è anche il più paradossale perché avviene quando nessuno si accorge che i testi tradotti erano delle traduzioni; dall’altro lato, nel campo della traduzione letteraria, il traduttore si pone l’obiettivo di garantirsi la massima visibilità possibile, ad esempio facendo sì che il proprio nome sia citato in copertina.
Quindi anche qui l’invisibilità del traduttore tecnico risulterebbe bilanciata dalla sua visibilità nella veste parallela di traduttore letterario.

Per queste ragioni queste due professionalità possono e forse dovrebbero opportunamente coesistere tra loro.